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Tre aspetti di Venere e il sussurro dell’anima.

Le antiche Dee amavano le altezze. Stavo guardando con grande interesse un programma di mitologia e archelogia pratiche, potremmo dire, cioè dove il mito è ricondotto ai luoghi reali. Era finita la guerra di Troia e ora gli esuli attraversavano il Mediterraneo, in particolare si parlava di quelli arrivati a Erice e del culto di Venere Ericina. Mentre guardavo la rupe dove sorgeva il tempio costruito ai tempi di Erice ora in rovina, mi veniva in mente l’analogia con un faro. Poi, pensando alla sua sua luce, vedevo quella di Venere scendere e sovrapporvisi. In effetti avevano lo stesso bagliore nel crepuscolo e nella notte, e raggi analoghi. Entrambe guidavano i naviganti. Il faro mutuava spesso dal tempio la posizione su uno sperone roccioso, e dalla stella la luce, il tempio prendeva da Venere il nome e si collegava a lei per funzione, essendone il tramite in terra. Ma se anche il faro era collegato veniva a crearsi un triangolo in cui ognuno di loro mutuava la funzione dell’altro, un insieme attivo in cui se un elemento si perdeva per via di secoli troppo lontani, un altro restava o si faceva accessibile. Oggi sono scomparsi i templi a Venere ma possiamo andare alla luce di un faro. La sua luce che appare al crepuscolo è esattamente come quella di Venere che appare in cielo alla stessa ora, solo trasposta in Terra. È quindi venusiana l’idea stessa del guidare il viandante, o dal cielo o dalla terra verso il mare, e allo stesso modo questo pianeta lo fa con la Terra a distanza, con la sua discreta ma costante presenza. L’altezza e la luce a testimoniare la presenza.

Il faro più famoso era un tempo quello di Alessandria, dove il Fuoco non si spegnava mai, dato che la luce proveniva da quello e ciò lo rendeva simile a un fuoco zoroastriano, quindi sacro. Era una delle sette meraviglie del mondo antico, e forse non per caso era ad Alessandria, città dalla mitica biblioteca, dato che si dice la‘ luce della conoscenza’ che dissipa le tenebre, ma anche il ‘fuoco della conoscenza’ dato da Prometeo per evolvere, e la sua caduta precedette quella della città e alcuni degli eventi barbari che la caratterizzarono.

Il tempio di Venere a Erice fu costruito così in alto da Enea, suo figlio, per la madre, per darle una casa ‘vicina alle stelle’. Un’altra leggenda dice che fu Erice, figlio di Afrodite, a fondarlo. In ogni caso queste bellissime storie parlano sempre di Dee che danno alla luce uomini eroici, i quali fondano templi su alture per celebrarle. Quindi è un promemoria di un’origine divina che si perpetua nell’umanità che si ricorda poi di queste origini e le celebra. E nella psiche umana la celebrazione si perpetua, se a molti secoli di distanza il Botticelli dipinge Venere che nasce dalle acque, forse non lontano da uno dei templi costruiti da uno dei suoi figli terrestri.

Il sussurro dell’anima è stato vedere la stella nella luce del faro, istantaneamente. Quindi sono andata a ricercare le ‘impronte’ di quel giorno. La prima era lo stato d’animo con cui mi guardavo il programma, come archeologia viva, che riporta sulla Terra le storie dei miti. E così in effetti la mia mente ha riportato sulla Terra l’azione di una stella, avevo un’attitudine pronta a farlo. Poi ancora prima avevo letto qualcosa sull’AI e sulle antenne 5G, argomenti comuni oggi, su cui invariabilemte molte parole s’infrangono come onde su muraglie troppo alte. Ma da questa esperienza si possono trovare delle analogie interessanti: l’umanità in passato ha trovato il modo di creare una rete di luci per viaggiare in mari tempestosi e bui anche quando la stella madre e le altre stelle erano oscurate. Ora la versione oscura di alcune intelligenze ha creato una rete ben diversa, che nuoce alla salute, ma se secoli fa siamo stati capaci di ricreare l’azione di una stella così potente sulla Terra non possiamo pensare di esserne succubi, e lo stesso per questa AI che è come un recinto di costrizione della nostra mente infinita, che già da tempo non usiamo più. Il messaggio è chiaro: se ci predisponiamo nel modo giusto le illuminazioni arrivano e ci sorprenderanno.

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The ancient goddesses loved heights. I was watching with great interest a program on mythology and practical archaeology, one might say, where myth is traced back to real places. The Trojan War was over, and now exiles were crossing the Mediterranean, particularly those who had reached Eryx and the cult of Venus Erycina. As I gazed at the cliff where the temple, built during the time of Eryx, now in ruins, stood, the analogy of a lighthouse came to mind. Then, thinking of its light, I saw that of Venus descending and overlapping it. Indeed, they had the same glow at dusk and at night, and similar rays. Both guided sailors. The lighthouse often borrowed its position on a rocky spur from the temple, and its light from the star. The temple took its name from Venus and was connected to her in function, being her conduit on earth. But if the lighthouse were also connected, a triangle was created in which each of them borrowed the function of the other, an active whole in which if one element was lost due to distant centuries, another remained or became accessible. Today the temples to Venus have disappeared, but we can walk by the light of a lighthouse. Its light, appearing at dusk, is exactly like that of Venus appearing in the sky at the same time, only transposed to Earth. Therefore, the very idea of ​​guiding the traveler, either from the sky or from the earth towards the sea, is Venusian, and in the same way this planet does so with the Earth from a distance, with its discreet but constant presence. Height and light testify to its presence.

The most famous lighthouse was once the one in Alexandria, where the Fire never went out, since the light emanated from it, making it similar to a Zoroastrian fire, hence sacred. It was one of the seven wonders of the ancient world, and perhaps it was no coincidence that it was in Alexandria, the city of the legendary library, since it is said to be the "light of knowledge" that dispels darkness, but also the "fire of knowledge" given by Prometheus for evolution, and its fall preceded that of the city and some of the barbaric events that characterized it.

The temple of Venus at Eryx was built so high by her son Aeneas for his mother, to give her a home "close to the stars." Another legend says it was Eryx, son of Aphrodite, who founded it. In any case, these beautiful stories always speak of goddesses giving birth to heroic men, who build temples on heights to celebrate them. Thus, it is a reminder of a divine origin that perpetuates itself in humanity, which then remembers these origins and celebrates them. And in the human psyche, the celebration continues, if many centuries later Botticelli painted Venus rising from the sea, perhaps not far from one of the temples built by one of her earthly sons.

The whisper of my soul was seeing the star in the lighthouse's light, instantly. So I went searching for the "fingerprints" of that day. The first was the state of mind with which I watched the program, like living archaeology, bringing the stories of myths back to Earth. And so, in fact, my mind brought the action of a star back to Earth; I had an attitude ready to do so. Even earlier, I had read something about AI and 5G antennas, common topics today, about which many words invariably crash like waves on too high walls. But from this experience, some interesting analogies can be found: humanity in the past found a way to create a network of lights to travel in stormy, dark seas even when the parent star and the other stars were obscured. Now, the dark version of some intelligences has created a very different network, one that is harmful to our health. However, if centuries ago we were able to recreate the action of such a powerful star on Earth, we cannot imagine ourselves to be its slaves. The same goes for this AI, which is like a constricting enclosure for our infinite minds, which we no longer use. The message is clear: if we prepare ourselves correctly, insights will come and surprise us.

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Tre piccoli omicidi

Uno è un caso, due una possibilità, tre un ‘Caso’ …

Parafrasando il celebre racconto “Dieci piccoli indiani”. In questo caso il tre è purtroppo un numero simbolico, dato che le vittime potrebbero essere trecento, tremila o anche di più. Nessuno finora ha pensato a controllare.

È iniziato tutto lunedì, rientravo verso sera, ma ancora ci si vede bene di questa stagione. Difatti l’ho visto a terra, sul bordo interno della rotonda, steso sulla schiena con le zampine alte e rigide, come in fumetto. Solo che era vero e nonostante la posa buffa, di divertente non c’era niente. Un giovane merlo stecchito sulla strada. Quando guido osservo tutto, specie ciò che è vivo, gli alberi innanzitutto, forse farlo ha sviluppato qualcosa che coglie quello è fuori della norma, nel senso di ‘fuoriposto’.

Lui era decisamente fuoriposto, sull’asfalto a pancia in su invece che in cielo a pancia in giù. Poi si vedeva bene che era un animale giovane, in salute. Come faccio a dirlo? Colpo d’occhio d’artista e d’investigatore insieme. Le piume erano lucide e belle. E soprattutto, la posa diceva che era caduto volando, che era morto volando, e che quando era atterrato era già stecchito. Ma cosa lo aveva potuto raggiungere in volo? Oltre al cordoglio per quell’esserino di cui nessuno a parte me doveva essersi accorto, morto per qualche cosa di misterioso che già suonava di sinistro, nei giorni a venire avevo ripensato alla cosa come a un pezzo da mettere al suo posto.

Mercoledì ero alla stessa rotonda, direzione inversa. Appena passata ho visto una giovane gazza, riversa sul lato esterno del viale, su un fianco. Sembrava dormisse, però era per sempre. Anche lei caduta stecchita volando, aveva un bellissimo piumaggio, morbido, perfetto nella divisione dei colori, nemmeno una sfasatura che indicasse una malattia. La cosa si faceva tetra, era come se la domanda silenziosa che mi ero posta nei due giorni precedenti avesse avuto la risposta: “No, non ti stai immaginando niente, qualcosa non va”. Ma cosa, e perchè? In passato avevo già visto uccelli morti a terra, però erano piccioni dall’aria un po’ malandata.

Venerdì ero a una rotonda diversa. A terra non si poteva non vedere un magnifico piccione dal piumaggio color biscotto, latte e cappuccino, tutto quel ben di Dio riversato a terra, senza più vita. In più, un particolare: le piume del piccione e della gazza, più grandi di quelle del merlo e più visibili per colore e posizione, erano come ‘phonate’, un po’ più soffici del normale, come quando si prende una scarica elettrica e i capelli si elettrizzano. Ecco, la prova finale. Il nesso dove era? ricordai improvvisamente di aver visto un minuto prima una nuova ‘torre’ 5 o 6 G, chissà. I numeri non si contano più, ora si danno e via. In linea d’aria saranno stati duecento metri. E quando poi fui nuovamente al punto in cui erano caduti il merlo e la gazza, notai che anche lì, a forse 300-400 metri in linea d’aria, ce n’ era una che non avevo visto prima. E la cosa che in poco tempo era cambiata rispetto a pochi mesi prima era che queste torri spesso erano vicine, a volte in coppia, spesso a breve distanza le une dalle altre. Ma di quanti segnali avevamo bisogno?

Dunque era possibile che le loro emissioni, singole o incrociate, colpissero in qualche parte vitale quegli amici pennuti? Penso di sì. Nel mezzo della settimana, per la legge della sincronia, ero atterrata su un articolo di Science dove si spiegava la scoperta di come si orientavano i piccioni. Gli scienziati ne erano rimasti quasi scioccati, non se l’aspettavano che dipendesse dal fegato, dove delle cellule ad alto contenuto ferroso ( macrofagi epatici ) reagivano con i campi elettromagnetici,trasmettendo poi i segnali ricevuti al cervello. Così un buon sistema immunitario fa da bussola. Ci sarebbe da imparare. Poi altri scienziati avevano scoperto che altri campi magnetici attivano aree collegate all’equilibrio e all’udito.

https://www.wired.it/article/abbiamo-finalmente-scoperto-come-si-orientano-piccioni-viaggiatori-e-non-ce-lo-aspettavamo/?utm_source=firefox-newtab-it-it

Quindi cosa si può dedurre da tutto questo? Che i pennuti e non solo loro, sono sensibili ai campi magnetici e che se ci sono campi buoni ce ne saranno di nefasti. Conosciamo già gli studi sul 5G, ecco le prime ricadute, anche in senso letterale. Sarebbe molto interessante raccogliere uno di questi corpicini, e vedere di cosa è trapassato. Un ictus? un infarto? altro? vediamo chi lo fa. Grazie.

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Respirare la Luce - Breathing Light meditation

Respirare la luce - Breathing Light Meditation

Traduzione del Podcast 23 Medical Medium di Anthony William - Breathing Light

Quando impariamo come accedere alla luce dall'alto per la nostra guarigione, diamo potere a noi stessi in un modo che può alterare e cambiare il modo in cui ci sentiamo. Lavorare con la luce dall'alto consente ai nostri sistemi corporei di impegnarsi nella guarigione e accellera la riparazione di vecchie ferite fisiche ed emotive, reindirizza la griglia energetica del corpo, innesca profondi cambiamenti sui livelli profondi del nostro nucleo fondamentale, nella forza e nelle riserve del corpo. Quando impariamo ad accettare, ricevere e guidare questa luce divina con la nostra coscienza, questa luce divina può entrare nei nostri organi, ossa e flusso sanguigno, aprendo la porta alla trasformazione, al recupero, alla guarigione, al movimento in avanti e alla libertà da ciò con cui lottiamo. Questo può fornirci un santuario di sicurezza all'interno della nostra coscienza emotiva e mentale. Scopri come accedere alla luce e stabilire una connessione profonda che può aiutarti a cambiare la tua vita.

Trova una posizione comoda, seduto o sdraiato, chiudi gli occhi, inspira profondamente ed espira, conta fino a tre, inspira ed espira.

Ora vedi una luce in alto, portala di fronte a te, ora la vedi crescere e diventare sempre più forte e potente. La tua coscienza si connette a lei, più brillante del sole, la più brillante dell’Universo, anche se i tuoi occhi la possono guardare. Guardando questa luce non si vede niente di più alto. Puoi vedere il suo potere di guarigione, puoi sentire la sua forza, puoi sentire che viene dall’alto, che distrugge malattie, oscurità, emozioni tossiche, colpa, vergogna, dubbi, paura, preoccupazioni. Questa luce cura sofferenza e dolore.

La luce viene ora vicino al tuo viso, ora sei pronto a respirarla nel naso e nella bocca.

Respira e lei è dentro, espira e lei è di nuovo di fronte a te.

Ora che è davanti a te visualizza che il tuo naso e la tua bocca non sono più al solito posto, ma sul tuo addome, all’ombelico. La luce ora viene vicino al tuo addome.

Respira e la luce è dentro di te. Espira e lei è ancora davanti a te.

Visualizza ora il naso e la bocca all’altezza del petto.

La luce ora è davanti al tuo petto, al cuore.

Respira profondamente e lei è dentro di te, espira ed è nuovamente davanti a te.

Visualizza ora il naso e la bocca sul cervello.

La luce ora è in cima alla tua testa.

Respira la luce nel naso e nella testa. La luce è ora di nuovo davanti a te.

Ora visualizza il naso e la bocca nel collo, vedi il tuo naso e la bocca nel collo, dove è la tiroide e la respiri nella tiroide.

Lei entra lì ed espirando esce ed è nuovamente di fronte a te.

Ora è davanti al tuo terzo occhio.

Vedi che il naso e la bocca sono nel tuo terzo occhio.

La respiri lì e lei entra, espiri e lei è nuovamente davanti a te.

Ora il naso e la bocca sono nel tuo fondo schiena e la respiri lì, e lei entra in tutta la spina dorsale.

Ora è ancora davanti a te, davanti allo stomaco, la respiri lì, lei entra e quando espiri esce ed è ancora davanti a te.

Ora vedila nella parte destra dell’addome, davanti al fegato.

Respira e lei entra dentro di te, poi espiri e lei è nuovamente davanti a te.

Ora è davanti al tuo sistema riproduttivo, ora sei pronto per ispirarla lì.

Lei entra poi espiri e lei è nuovamente davanti a te.

Ora lei è davanti alle tue spalle.

La respiri profondamente nelle tue spalle e quando espiri lei è ancora davanti a te.

Ora è ancora davanti a te, davanti alla parte del corpo che scegli.

Sei pronto a inspirarla, la luce è dentro di te, la luce ora è davanti a te e il naso e la bocca tornano al loro posto.

La Luce resterà e lavorerà per un po’ anche dopo la meditazione e se questa viene ripetuta la Sua permanenza si prolungherà oltre. Quando ci rendiamo consapevoli del fatto di avere un accesso diretto alla Luce un grande cambiamento è possibile. La coscienza spezza e amplia i confini delle nostre credenze e rende possibili risultati che credevamo al di fuori della nostra portata, o semplicemente impossibili nella nostra realtà. La fonte soprannaturale della Luce ci da accesso alla trasformazione e alla libertà di cui il corpo ha bisogno. Ripetete questa meditazione giornalmente o quanto spesso vi piace. A.W.

Personalmente aggiungo che questa meditazione si può abbinare a qualsiasi altro esercizio o meditazione già praticata. Ognuno è libero di curarsi come vuole, ma gli effetti e il potere del pensiero della luce sono quanto di più sottovalutato, semplice e prezioso il genere umano abbia oggi a disposizione. Per la versione audio originale in inglese cliccate sul link nella pagina tips.

Ci sono molti percorsi per arrivare allo stesso risultato. Dato che oggi la situazione sintomatica delle persone è complicata, può diventare complesso anche avere la piena consapevolezza di tutti i processi per riportare l’equilibrio. Anthony William ha diffuso uno strumento semplice che però, se ripetuto, essendo intelligenza divina, va da solo ad agire dove necessario, volta per volta. Ciò che conta è la ripetizione, saturarsi di questa luce che sa cosa fore e come.

Personally, I would add that this meditation can be combined with any other exercise or meditation already practiced. Everyone is free to heal themselves as they wish, but the effects and power of the thought of light are the most underrated, simple, and precious thing available to humanity today. For the original audio version in English, click the link on the tips page.

There are many paths to achieving the same result. Given that people's symptomatic situations today are complex, it can also be challenging to fully understand all the processes needed to restore balance. Anthony William has shared a simple tool that, when repeated, being divine intelligence, automatically acts where necessary, time after time. What matters is repetition, immersing oneself in this light that knows what is happening and how.

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Abbracciami

Abbracciami, fammi sentire la tua luce. Siamo due parti diverse nate per stare insieme.

Da un abbraccio nascono tante cose. Posso abbracciare questo momento presente, e sentire tutto quello che contiene. Contiene me, il mio Corpo, e questo è tanto, è tanto essere arrivati fin qui. Arrivati come? Voglio essere più libera? Sì, vorrei galleggiare senza abitudini in particolare, da dove nascono le mie abitudini, cosa nascondono, cosa posso scoprire a riguardo, cosa posso abbracciare sul loro significato nascosto? e poi dopo aver scoperto di sentire limiti e paure e averli riconosciuti e abbracciati sento uno spazio che si apre dentro, all’altezza del cuore. Una piccola alba sorge dentro di me in questo giorno che non sembrava speciale se non per la vita che conteneva. Da questa radura tutto è perfetto nella sua imperfezione del momento, che perdura ma non disturba. Il Corpo è calmo e soleggiato, variamente luminoso e abbracciato. Abbracciatevi, abbracciate voi stessi, tutto quello che potete di voi stessi, e anche quello che non vedete ma appena intuite, e riceverete in cambio mille altri abbracci fraterni e senza nome che però porteranno frutti. Perchè in un luogo invisibile abbiamo altri fratelli e sorelle che ci abbracciano costantemente, anche se non sempre o anzi poco frequentemente lo sentiamo e ci accorgiamo di quanto effettivamente ci circonda.

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Casa!

Tutto quello che accade “fuori” è relativo se stai tornando a casa.

Questa canzone dei Coldplay non mi lasciava in pace e alla fine è finita in un disegno. A modo mio però, perchè il refrain è adattato a un altro mood. Quello che mi intrigava era ed è la musica con le prime due battute Home, home.. La casa che ci manca è dentro di noi. Dato che l’abbiamo persa dentro la perdiamo anche fuori. Forse non ci sono mai stati in nessuna epoca tanti homeless, disperati e profughi, a anche, tra chi ha una casa, tanti che non la vivono per quello che è o potrebbe essere. Certo non possiamo sapere esattamente cosa succedeva miglia o milioni di anni fa e se allora i livelli d’insoddisfazione-alienazione erano pari a quelli di ora. Ma oggi chi è veramente felice di essere a casa? In pochi credo. Perchè la vita viene continuamente ed estenuamente rubata da abitudini, rimuginii mentali, pubblicità, problemi che ritornano. Quindi ogni bellezza alla fine scompare, mangiata da cose che possono entrare perchè la prima vera e unica casa non è abitata, o non lo è abbastanza. Se quella casa fosse abitata non saremmo così ossessionati nel rendere iper perfette le case mondane, creando abitazioni che diventano quasi templi da un lato mentre interi pezzi di mondo si riempiono di macerie. Case sempre più algide sorgono mentre un numero crescente di case collassa sotto il fiato dei droni. La nostra presenza invece è nel cuore, dove dovrebbero prendere la residenza sia la consapevolezza che tutte le emozioni e i sentimenti. Viverci insieme armoniosamente. Se non troviamo casa lì, nemmeno questa Terra può, potrà, ospitarci ancora.

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Prima uscita

Prima Uscita : Il miglior compagno di viaggio dell’uomo

( e della donna ) secondo Terzani.

“ hai sentito come se ne è uscita ? “ “.. ma che uscita è mai questa ? “ “ deve essere uscita di senno.. “ “ guardi, quella è l’uscita..”

L’uscita è un’immagine, una foto, un video, in questo caso una vignetta ispirata da una frase. Potrebbe rappresentare il mese, se mantenessi la cadenza mensile, ma non è affatto detto, quindi sono uscite libere. Visto che siamo all’inizio di un anno che promette bene, posso pensare che il Viaggiatore si sia incamminato verso un orizzonte più veritiero, lasciandosi alle spalle il grosso delle bugie fin qui dette, scritte e recitate. Magari scoperte anche grazie a qualcuno dei suoi libri. Per la strada potrebbe sentire grossi botti, le suddette balle appunto, che una a una scoppiano sia per attirare l’attenzione di chi non le sta più a sentire e un po’ perchè è proprio arrivato il momento … che si esca a respirare aria nuova, dallo schema e non si abbocchi più all’esca :)

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