Tre piccoli omicidi

Parafrasando il celebre racconto “Dieci piccoli indiani”. In questo caso il tre è purtroppo un numero simbolico, dato che le vittime potrebbero essere trecento, tremila o anche di più. Nessuno finora ha pensato a controllare.

È iniziato tutto lunedì, rientravo verso sera, ma ancora ci si vede bene di questa stagione. Difatti l’ho visto a terra, sul bordo interno della rotonda, steso sulla schiena con le zampine alte e rigide, come in fumetto. Solo che era vero e nonostante la posa buffa, di divertente non c’era niente. Un giovane merlo stecchito sulla strada. Quando guido osservo tutto, specie ciò che è vivo, gli alberi innanzitutto, forse farlo ha sviluppato qualcosa che coglie quello è fuori della norma, nel senso di ‘fuoriposto’.

Lui era decisamente fuoriposto, sull’asfalto a pancia in su invece che in cielo a pancia in giù. Poi si vedeva bene che era un animale giovane, in salute. Come faccio a dirlo? Colpo d’occhio d’artista e d’investigatore insieme. Le piume erano lucide e belle. E soprattutto, la posa diceva che era caduto volando, che era morto volando, e che quando era atterrato era già stecchito. Ma cosa lo aveva potuto raggiungere in volo? Oltre al cordoglio per quell’esserino di cui nessuno a parte me doveva essersi accorto, morto per qualche cosa di misterioso che già suonava di sinistro, nei giorni a venire avevo ripensato alla cosa come a un pezzo da mettere al suo posto.

Mercoledì ero alla stessa rotonda, direzione inversa. Appena passata ho visto una giovane gazza, riversa sul lato esterno del viale, su un fianco. Sembrava dormisse, però era per sempre. Anche lei caduta stecchita volando, aveva un bellissimo piumaggio, morbido, perfetto nella divisione dei colori, nemmeno una sfasatura che indicasse una malattia. La cosa si faceva tetra, era come se la domanda silenziosa che mi ero posta nei due giorni precedenti avesse avuto la risposta: “No, non ti stai immaginando niente, qualcosa non va”. Ma cosa, e perchè? In passato avevo già visto uccelli morti a terra, però erano piccioni dall’aria un po’ malandata.

Venerdì ero a una rotonda diversa. A terra non si poteva non vedere un magnifico piccione dal piumaggio color biscotto, latte e cappuccino, tutto quel ben di Dio riversato a terra, senza più vita. In più, un particolare: le piume del piccione e della gazza, più grandi di quelle del merlo e più visibili per colore e posizione, erano come ‘phonate’, un po’ più soffici del normale, come quando si prende una scarica elettrica e i capelli si elettrizzano. Ecco, la prova finale. Il nesso dove era? ricordai improvvisamente di aver visto un minuto prima una nuova ‘torre’ 5 o 6 G, chissà. I numeri non si contano più, ora si danno e via. In linea d’aria saranno stati duecento metri. E quando poi fui nuovamente al punto in cui erano caduti il merlo e la gazza, notai che anche lì, a forse 300-400 metri in linea d’aria, ce n’ era una che non avevo visto prima. E la cosa che in poco tempo era cambiata rispetto a pochi mesi prima era che queste torri spesso erano vicine, a volte in coppia, spesso a breve distanza le une dalle altre. Ma di quanti segnali avevamo bisogno?

Dunque era possibile che le loro emissioni, singole o incrociate, colpissero in qualche parte vitale quegli amici pennuti? Penso di sì. Nel mezzo della settimana, per la legge della sincronia, ero atterrata su un articolo di Science dove si spiegava la scoperta di come si orientavano i piccioni. Gli scienziati ne erano rimasti quasi scioccati, non se l’aspettavano che dipendesse dal fegato, dove delle cellule ad alto contenuto ferroso ( macrofagi epatici ) reagivano con i campi elettromagnetici,trasmettendo poi i segnali ricevuti al cervello. Così un buon sistema immunitario fa da bussola. Ci sarebbe da imparare. Poi altri scienziati avevano scoperto che altri campi magnetici attivano aree collegate all’equilibrio e all’udito.

https://www.wired.it/article/abbiamo-finalmente-scoperto-come-si-orientano-piccioni-viaggiatori-e-non-ce-lo-aspettavamo/?utm_source=firefox-newtab-it-it

Quindi cosa si può dedurre da tutto questo? Che i pennuti e non solo loro, sono sensibili ai campi magnetici e che se ci sono campi buoni ce ne saranno di nefasti. Conosciamo già gli studi sul 5G, ecco le prime ricadute, anche in senso letterale. Sarebbe molto interessante raccogliere uno di questi corpicini, e vedere di cosa è trapassato. Un ictus? un infarto? altro? vediamo chi lo fa. Grazie.

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Respirare la Luce - Breathing Light meditation